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PASSOSCURO R-ESISTE LEGGE E ASCOLTA:
03/01/2018, 16:37

Frutta, Sacchetti per la frutta, Sacchetti per la frutta a pagamento



Sacchetti-per-la-frutta-compostabili-ma-"a-pagamento".


 Quello che pensiamo noi della nuova normativa in vigore dal 01 gennaio 2018



Potevano fare una cosa fatta bene e invece hanno fatto un "pastrocchio". 

Che le bustine ultraleggere ancora utilizzate per imballare frutta e verdura sfusi fossero un controsenso, dopo aver introdotto l’obbligo delle buste compostabili per l’asporto della spesa, era chiaro. 
Che andassero eliminate era altrettanto chiaro, come è chiaro che andrebbero eliminati tutti gli altri imballaggi inutili ed eccessivi, di cui siamo pieni tutte le volte che andiamo a fare la spesa, soprattutto quando ci serviamo della Grande Distribuzione Organizzata, cioè i supermercati.

Ma farlo IMPONENDO la bustina compostabile, per di più a pagamento, rasenta il ridicolo. Di certo non è stata la scelta giusta a livello di "marketing": far apparire il costo del sacchetto ha comprensibilmente creato un senso di antipatia verso il provvedimento, tanto da far inveire i consumatori contro la nuova tassa, il nuovo balzello, ecc... Non per fare i precisi e tassonomici, ma la tassa dovrebbe finire allo Stato, mentre l’importo in questione va in tasca agli imprenditori della vendita; cosa buona e giusta, tra l’altro, perché chi fa impresa lo fa per guadagnare e non vi regala niente. I proprietari dei supermercati non vi hanno mai regalato neanche i sacchetti in plastica, i gestori di bar non vi hanno mai regalato lo zucchero che prendete con il caffé (anzi, se lo prendete amaro pagate lo stesso), il pizzettaio non vi ha mai regalato la bustina di carta oleata per imballare i supplì fritti. Semplicemente, tutti gli "oneri accessori" sono stati sempre compresi nel costo del prodotto principale. Incredibilmente, tutto ciò sembra che finora ciò non sia stato mai compreso...
Quindi, far percepire il costo dell’imballaggio non è stata la scelta più furba, per far accettare la nuova normativa.

Tutto il bailamme che si è creato ci lascia perplessi principalmente perché, per noi, la sparizione dei sacchetti di plastica ultraleggera avrebbe dovuto coincidere non con l’imposizione esclusiva di un nuovo imballaggio potenzialmente usa e getta, ma con la possibilità di utilizzo di un imballaggio leggero e RIUSABILE, come le retine che l’Associazione dei Comuni Virtuosi auspica con una campagna che va avanti DA ANNI (Mettila in Rete).


Insomma, ci avrebbe fatto più piacere vedere le immagini delle arance etichettate singolarmente per boicottare l’uso della plastica, piuttosto che per lo stupido boicottaggio della bustina compostabile, magari da parte di persone che riempiono i carrelli con decine di vaschette in polistirolo avvolte nel cellophane, o che comprano confezioni di tortellini in sacchetti di poliaccoppiato non riciclabile (che tra l’altro pagano carissimo, sia a livello economico che ambientale).


Come è palese, per noi la priorità è la RIDUZIONE DEI RIFIUTI, quindi è sempre valido l’invito a compiere acquisti responsabili limitando l’uso di imballaggi e di plastica. E’ possibile acquistare nei piccoli negozi o direttamente dal contadino a chilometri zero; qui a Passoscuro esiste un gruppo organizzato da FIOR DI BIO di Nadia Pochetti, che ogni settimana permette l’acquisto di una cassetta di verdure, nonché frutta, biologica, biodinamica e a Km 0. (No, Nadia non ci paga per questa pubblicità...) 

Per il resto, speriamo che il Ministro Galletti si ravveda ed emani una circolare che permetta ai supermercati di autorizzare l’utilizzo di retine ecocompatibili, lavabili e riusabili, alternative alle buste.

Nel frattempo, ci sembra che delle bustine compostabili a 2 centesimi siano un affare, per noi che siamo obbligati a usarle per il conferimento dell’umido per la raccolta porta a porta. Applicate l’etichetta del prezzo molto in alto o sul manico, in modo che la sua rimozione (che inevitabilmente strappa la busta) non renda impossibile il RIUSO del sacchetto.








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