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Passoscuro R-esiste

CHI SIAMO E COSA FACCIAMO

Il Comitato Rifiuti Zero Passoscuro R-esiste nasce spontaneamente nel 2011 da un gruppo di cittadini abitanti di Passoscuro, già precedentemente attenti a perseguire uno stile di vita il più possibile confacente alle regole della solidarietà e sostenibilità ambientale.

Con la paventata emergenza rifiuti nella Regione Lazio che prospettava la possibilità di una creazione di discarica ed inceneritore nelle zone a ridosso di Palidoro, Pizzo del Prete, abbiamo sentito, come cittadini,  la responsabilità di una lotta fattiva contro tali scellerate scelte di lobby economiche e politici compiacenti.
Per diverse ragioni, non abbiamo ritenuto opportuno aderire a comitati o associazioni preesistenti o costituitisi nell'occasione, ma ci siamo dati come scopo l'azione sul territorio in cui viviamo, che significa collaborazione e coordinamento con TUTTI gli altri comitati che condividono lo stesso fine, pubblicità delle iniziative dei predetti comitati e/o associazioni e diffusione delle informazioni.
Dal 02 agosto 2011, siamo stati tra i comitati fondatori e primi firmatari dello statuto del nascente Coordinamento Rifiuti Zero per il Lazio, con il quale abbiamo collaborato fino a febbraio 2012, pochi mesi prima dello scioglimento.

Da sostenitori della strategia Rifiuti Zero, siamo convinti che la stessa sia l'unica soluzione sostenibile al globale problema dei rifiuti nei quali ormai affoghiamo. 


Quelli che seguono sono i famosi Dieci Passi verso Rifiuti Zero:


1. separazione alla fonte: organizzare la raccolta differenziata. La gestione dei rifiuti non e’ un problema tecnologico, ma organizzativo, dove il valore aggiunto non e’ quindi la tecnologia, ma il coinvolgimento della comunità chiamata a collaborare in un passaggio chiave per attuare la sostenibilità ambientale.

2. raccolta porta a porta: organizzare una raccolta differenziata “porta a porta”, che appare l’unico sistema efficace di RD in grado di raggiungere in poco tempo e su larga scala quote percentuali superiori al 70%. Quattro contenitori per organico, carta, multi materiale e residuo, il cui ritiro e’ previsto secondo un calendario settimanale prestabilito.

3. compostaggio: realizzazione di un impianto di compostaggio da prevedere prevalentemente in aree rurali e quindi vicine ai luoghi di utilizzo da parte degli agricoltori.

4. riciclaggio: realizzazione di piattaforme impiantistiche per il riciclaggio e il recupero dei materiali, finalizzato al reinserimento nella filiera produttiva.

5. riduzione dei rifiuti: diffusione del compostaggio domestico, sostituzione delle stoviglie e bottiglie in plastica, utilizzo dell’acqua del rubinetto (più sana e controllata di quella in bottiglia), utilizzo dei pannolini lavabili, acquisto alla spina di latte, bevande, detergenti, prodotti alimentari, sostituzione degli shoppers in plastica con sporte riutilizzabili.

6. riuso e riparazione: realizzazione di centri per la riparazione, il riuso e la decostruzione degli edifici, in cui beni durevoli, mobili, vestiti, infissi, sanitari, elettrodomestici, vengono riparati, riutilizzati e venduti. Questa tipologia di materiali, che costituisce circa il 3% del totale degli scarti, riveste però un grande valore economico, che può arricchire le imprese locali, con un’ottima resa occupazionale dimostrata da molte esperienze in Nord America e in Australia.

7. tariffazione puntuale: introduzione di sistemi di tariffazione che facciano pagare le utenze sulla base della produzione effettiva di rifiuti non riciclabili da raccogliere. Questo meccanismo premia il comportamento virtuoso dei cittadini e li incoraggia ad acquisti piu’ consapevoli.

8. recupero dei rifiuti: realizzazione di un impianto di recupero e selezione dei rifiuti, in modo da recuperare altri materiali riciclabili sfuggiti alla RD, impedire che rifiuti tossici possano essere inviati nella discarica pubblica transitoria e stabilizzare la frazione organica residua.

9. centro di ricerca e riprogettazione: chiusura del ciclo e analisi del residuo a valle di RD, recupero, riutilizzo, riparazione, riciclaggio, finalizzata alla riprogettazione industriale degli oggetti non riciclabili, e alla fornitura di un feedback alle imprese (realizzando la Responsabilità Estesa del Produttore) e alla promozione di buone pratiche di acquisto, produzione e consumo.

10. azzeramento rifiuti: raggiungimento dell’ azzeramento dei rifiuti, ricordando che la strategia Rifiuti Zero si situa oltre il riciclaggio. In questo modo Rifiuti Zero, innescato dal “trampolino” del porta a porta, diviene a sua volta “trampolino” per un vasto percorso di sostenibilità, che in modo concreto ci permette di mettere a segno scelte a difesa del pianeta.


Siamo avversari convinti delle megadiscariche come concepite in passato (comunque attualmente illegali) e dell'incenerimento dei rifiuti.

Siamo convinti che l'unico compostaggio sostenibile sia quello aerobico e siamo contrari agli impianti a biomassa per la produzione di biogas.

Siamo per la scelta dell'impiantistica piccola e distribuita sul territorio, e contrari alle soluzioni industriali mastodontiche che mettono in pericolo la salute di uomini e animali e l'ambiente naturale.

Siamo contro il consumo di suolo e contro la cementificazione selvaggia.

Siamo cittadini che, in generale, hanno adottato uno stile di vita il più etico possibile nei confronti del pianeta, degli animali e degli esseri umani.

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