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22 settembre  2018

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La discarica di Malagrotta


BENVENUTI A MALAGROTTA.

Scrivere di Malagrotta e della discarica è complicato. Complicato perché è una storia che va avanti da decenni e non bastano poche righe a descrivere l'inferno di una buca che, a forza di esser riempita di monnezza, è diventata una collina. L'ottavo Colle di Roma, come appunto viene chiamata oggi la discarica più grande d'Europa.
Questa vanta oggi una estensione di circa 240 ettari e attualmente accoglie tra le 4500 e le 5000 tonnellate di rifiuti solidi urbani prodotti da tre milioni di abitanti della città di Roma, da quelli dello Stato Città del Vaticano, da quelli di Fiumicino e Ciampino (compresi aeroporti).


Patron di Malagrotta è l'avvocato Manlio Cerroni, vero re della monnezza romana (e non solo) e reale burattinaio nelle attuali vicende sulla questione rifiuti della capitale. (Link 1-2)

Attualmente la Valle Galeria è un'area altamente inquinata e contaminata, a causa della raffineria ENI, dell'inceneritore di rifiuti ospedalieri, del gassificatore, della discarica. Lo conferma un'indagine Ispra risalente al 2010, e resa nota un anno dopo proprio nel bel mezzo della bagarre post-Malagrotta (leggi). L'indagine Ispra riguarda il terreno, l'aria e il sottosuolo dell'intera area denominata Rio-Galeria, dove si trova la discarica di Malagrotta. "I contributi piu' significativi alla contaminazione della falda - si legge in una lettera inviata dal Ministero dell'Ambiente a tutti gli enti interessati e che fa riferimento al dossier dell'Ispra - sono rappresentati da un ampio spettro di contaminanti. Tra questi, maggiormente diffusi metalli e metalloidi, quali arsenico, ferro, manganesio e nichel, altre sostanze inorganiche quali il boro ed idrocarburi aromatici, principalmente benzene, composti clorurati cancerogeni, clorobenzeni, fenoli e idrocarburi". "I dati ottenuti dall'indagine svolta dall'Ispra - scrive il Ministero - oltre a confermare i risultati dei monitoraggi di Arpa Lazio che rilevano una diffusa contaminazione da metalli e composti organici delle acque sotterranee, sia interne che esterne al polder, sembrano delineare, con un discreto livello di confidenza, possibili effetti di miscelamento tra le acque sotterranee oggetto di indagine e il percolato di discarica come fonte inquinante".
Intorno alla discarica l'incidenza di malattie cardiache, respiratorie e neoplastiche è altissima; la stessa procura di Roma, a settembre 2011, apre un’inchiesta per stabilire se l’inquinamento provocato dalla discarica di Malagrotta abbia provocato la morte per tumore di quattro persone. (Link 3 - Vid.2)

Dal giurno 2011 la discarica è oggetto di una procedura di infrazione europea per quel che ne riguarda la gestione: a norma dell'art.6 della direttiva 1999/31/CE "gli Stati membri provvedono affinché solo i rifiuti trattati siano collocati a discarica". In soldoni, la monnezza tal quale, cioè non trattata, non potrebbe finire a Malagrotta; invece ci finisce e l'Europa "bacchetta" l'Italia. Ma a giugno 2011 la storia sta parecchio avanti: già da anni Malagrotta, che sta letteralmente esplodendo, dovrebbe chiudere, e rimane aperta solo in virtù di proroghe continue alla sua attività stabilite di volta in volta da commissari per l'emergenza rifiuti e presidenti della Regione Lazio. Senza tornare al periodo della presidenza Marrazzo (durante la quale, tra l'altro, a Malagrotta "fiorisce" anche un bel gassificatore... ma questa è un'altra storia...) a decidere che la discarica debba continuare a fagocitare pattume indifferenziato sono prima la presidente Polverini con un'ordinanza del 30 giugno 2011 (Doc.1), e poi il prefetto Pecoraro, Commissario Straordinario per la gestione della chiusura proprio della discarica di Malagrotta, con un'ordinanza del 29 dicembre 2011 (Doc.2). Evvai quindi fino al 30 giugno 2012! (Vid.1)
SC. Salvo Complicazioni, scriverebbe un medico.
Complicazioni che arrivano non inaspettate, prolungando la vita della terribile discarica prima fino al 31 dicembre 2012, poi per ulteriori cento giorni per il conferimento di rifiuto non trattato, e centoottanta giorni per il rifiuto trattato (?). Decisione, quest'ultima, presa dal commissario straordinario Goffredo Sottile (che nel frattempo ha sostituito Pecoraro), che la accompagna con l'autorizzazione per Monti dell'Ortaccio come discarica "provvisoria" (Link 4) e riceve tra l'altro, a fine 2012, l'incarico di SUPERCOMMISSARIO con poteri più ampi rispetto alla sola chiusura della discarica di Malagrotta. (Link 5)
Il ministro dell'Ambiente (se così si può definire...) Clini dichiara che le autorizzazioni rilasciate da Sottile su Malagrotta e Monti dell'Ortaccio debbono essere riconsiderate alla luce del decreto che sta predisponendo in base a quanto stabilito dalla legge di stabilità. Inoltre, convoca per il 7 gennaio 2013 una riunione con tutti i soggetti interessati alla gestione del ciclo dei rifiuti (Sottile, Istituzioni, AMA, etc). (Link 6)

Con il cambio di governo, il ministro Clini, a primavera 2013, viene sostituito da Andrea Orlando. Quest'ultimo, a fine giugno 2013, con un decreto proroga il mandato di Sottile fino al 07 gennaio 2014 e l'apertura di Malagrotta fino al 30 settembre 2013. (Link 7).
Fortunatamente questa data non viene disattesa, e la discarica di rifiuti indifferenziati e non trattati chiude definitivamente il 30 settembre; i cittadini, per l'occasione, organizzano il "lucchetto day" (Link 8).
A gennaio 2014 la "sorpresa": l'avv. Manlio Cerroni, patron di Malagrotta, viene arrestato insieme ad altre sette persone. L'avvenimento fa uscire allo scoperto (almeno ufficialmente e parzialmente) la fitta rete di contatti, coperture e complicità amministrative e politiche che hanno condizionato la gestione dei rifiuti del Lazio per decenni (Link 9).
La storia di Malagrotta non finisce così, però: l'impianto di trattamento meccanico biologico è in funzione e tratta rifiuti, mentre, all'inizio del 2014, si fa consistente la voce della riaccensione del gassificatore. Ma questa è un'altra storia.






LA DISTANZA, IN LINEA D'ARIA, TRA MALAGROTTA E  PASSOSCURO, è DI CIRCA 16 KM.



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Doc.1: Ordinanza Polverini del 30 giugno 2011.
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Doc.2: Ordinanza Pecoraro del 29 dicembre 2011.
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Link 1: Il signore della "monnezza" romana.
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Link 2: All'ombra dei rifiuti c'è il re di Malagrotta.
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Link 3: Boom di tumori a Malagrotta. La Procura avvia un’inchiesta.
Link 4: Rifiuti, arriva la proroga di Malagrotta.
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Link 5: Rifiuti, Sottile avrà più poteri dal governo.
Link 6: Il governo blocca Monti dell'Ortaccio.
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Link 7: La vita di Malagrotta si allunga di tre mesi.
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Link 8: Dopo 30 anni basta rifiuti a Malagrotta, i cittadini la chiudono con i lucchetti.
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Link 9: Arrestato Cerroni, dominus dei rifiuti.

Leggi l'inchiesta di La Repubblica-L'Espresso
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Guarda la puntata di Presa Diretta del 27 gennaio 2012: la parte dedicata a Malagrotta:
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