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06 settembre  2018

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L'oleodotto Civitavecchia - Fiumicino dell'ENI

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PASSOSCURO R-ESISTE LEGGE E ASCOLTA:
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Link 2: Sversamento di cherosene 
dall'oleodotto Eni. E' disastro ambientale a Maccarese.
Link 3: Eni: tentativi di furto dall'oleodotto Civitavecchia – Pantano, massimo impegno per il ripristino ambientale.
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Link 4: Minambiente: Fiumicino, fuoriuscita cherosene; Galletti invia RAM e NOE per monitoraggio mare e terra.
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Link 5: INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN COMMISSIONE 5/04021.
Link 6:  Interrogazione a risposta immediata 5-04214.
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Link 7: Lo stato dell'arte al 13 dicembre 2014, a cura del CRZ Fiumicino.
Link 8: Danni ambientali, sequestrato l'oleodotto Civitavecchia-Fiumicino.
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Alle spalle di Passoscuro, a Palidoro e Maccarese, passa l'OLEODOTTO CIVITAVECCHIA-FUMICINO, dell'ENI. Serve a trasportare il kerosene, cioè il carburante per gli aerei, dalla città portuale, sede di uno dei maggiori depositi dell'ENI, fino all'aeroporto.
In assenza di casi eclatanti portati a conoscenza dei cittadini, purtroppo la pericolosità di un simile impianto nel territorio è stata sottovalutata fino al novembre 2014, periodo in cui si verificano fuoriscite di carburante dall'oleodotto, causando un disastro ambientale senza precedenti simili.

Il primo allarme è del 06 novembre, data in cui accade una perdita all'altezza del Rio Palidoro, accanto all'omonimo borgo, vicino all'autostrada A12 Roma-Civitavecchia. (Link 1, Video 1-2), causata da tentativi di furto del carburante.
La cosa, già grave di per sé in quanto il Rio Palidoro è un corso d'acqua che sfocia direttamente a mare senza incontrare ostacoli, viene ulteriormente aggravata da una seconda perdita, solo il giorno dopo e di portata ancora maggiore, a Maccarese (Link 2).
Lo sversamento di Maccarese, avvenuto all'altezza della palina ENI 547, sempre vicino all'autostrada Roma-Civitavecchia, inquina il canale Tre Cannelle e, attraverso la fitta rete di altri fossi e canali, arriva al fiume Arrone causando un disastro ambientale irreversibile.
In data 08 novembre 2014, l'amministrazione comunale di Fiumicino emette una prima ordinanza che vieta per qualsiasi attività, in particolare per quella agricola, l'utilizzo delle acque del Rio Palidoro e del fiume Arrone (Doc.1). Una seconda ordinanza, due giorni dopo, oltre ad estendere il divieto di cui sopra a tutti i fiumi, corsi d'acqua e canali di scolo all'interno dell'area di Riserva del Litorale Romano di competenza, stabilisce il divieto di pesca e caccia su tutto il territorio comunale (Doc.2)
L'ENI interviene prontamente con la messa in sicurezza dei due siti mediante drenaggio del materiale fuoriuscito e mediante il posizionamento di barriere oleoassorbenti (Doc.3), nel frattempo sono cittadini e volontari delle associazioni ambientaliste (WWF e LIPU in primis), ad occuparsi della rimozione della fauna morta avvelenata. (Video 3-4)
Il disastro è talmente grande ha un'eco che va aldilà del fatto locale; il programma LE IENE gli dedica un servizio (Video 5).

L'ENI si comporta da parte lesa ("Il fatto che Eni sia parte danneggiata...", leggi comunicato stampa Link 3) ma in realtà esce fuori che l'oleodotto è privo di qualsiasi sistema di monitoraggio e sicurezza, se non quello che un responsabile dell'azienda, presso la seduta di commissione ambiente comunale del 12 novembre, descrive come "pedonale". In pratica, ogni tanto qualche addetto percorre a piedi i tratti in cui è sotterrato l'oleodotto per verificare eventuali effrazioni (!).
Il Ministero dell'Ambiente segue la vicenda (Link 4) e risponde alle interrogazioni parlamentari presentate dal M5S (Link 5) e PD (Link 6).

In tempo con quanto previsto dalla legge (30 giorni dall'evento) il 05 dicembre l'ENI presenta il piano di caratterizzazione agli Enti competenti (Comune e Provincia). Tale piano deve essere poi approvato, con eventuali prescrizioni integrative, dalla Conferenza di Servizi che la Regione Lazio deve convocare entro i 30 giorni successivi.

Nel frattempo il Comune di Fiumicino, oltre a diffidare l'ENI e a presentare un esposto alla Procura della Republica di Civitavecchia, approfitta dell'evento infausto per approvare finalmente, in data 18 novembre 2014, un ordine del giorno che
(Leggi QUI l'OdG completo)

Durante l'assemblea organizzata ol 13 dicembre 2014 dal Comitato Rifiuti Zero Fiumicino, viene esposto lo stato dell'arte e si fa un primo bilancio della situazione ad un mese dalle prime effrazioni (Link 7). Per chi non c'era, Radio Fregene mette a disposizione gli interventi del Presidente del Consiglio Comunale Michela Califano e della Dott.ssa Litta, dell'Ass.ne Medici per l'Ambiente (tracce audio 1 e 2). La stessa web radio divulga una interessante intervista con un ingegnere esperto che spiega in che modo avvengono, tecnicamente, i furti all'oleodotto (traccia audio 3).

Fortunatamente, gli esposti depositati alla Procura sortiscono gli effetti sperati, visto che, il 03 dicembre, il gip del Tribunale di Civitavecchia, Massimo Marasca, dispone il sequestro dell'oleodotto Civitavecchia-Fiumicino, "finché non saranno installati adeguati sistemi di controllo atti ad impedire ulteriori reati".
Il sequestro è effettuato dai carabinieri del Noe al termine dell'indagine avviata dal procuratore di Civitavecchia, Gianfranco Amendola. Il procedimento al momento è contro ignoti. (Link 8)

L'attesa Conferenza dei Servizi per discutere del Piano di Caratterizzazione preliminare presentato da ENI si svolge in due fasi, il 10 e il 17 febbraio 2015 (Link 09 e 10), non senza polemiche per la non ammissione delle associazioni cittadine alle quali era stata promessa precedentemente la partecipazione alla Conferenza e che avevano preparato un corposo documento di osservazioni al piano dell'ENI, incompleto e fumoso (leggi QUI le osservazioni del CRZ Fiumicino al piano relativo a Maccarese e QUI quelle al piano relativo a Palidoro).
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Link 9: Sversamento cherosene a Fiumicino: tante proposte, Conferenza dei Servizi aggiornata al 17 febbraio.
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Link 10: Sversamento kerosene a Fiumicino: chieste analisi suoli e acque su canali e fiume.
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Video 5: LE IENE: Disastro ambientale alle porte di Roma.
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